Su Tempiesu fu un importante tempio nuragico di fonte sacra dedicato al culto dell’acqua. La precisione costruttiva della peculiare copertura a doppio spiovente, ancora ben conservata, la rende un'architettura unica in Sardegna.
Il tempio sorge addossato alla parete rocciosa di sa Costa ‘e Sa Binza, a breve cammino dal paese di Orune nel Nuorese.
In origine in quel luogo l’acqua sgorgava da una fessura naturale nella roccia: un semplice recinto di grandi pietre, appena sbozzate, forse coperto di paglia, delimitava l’area. La costruzione del tempio, nell’Età del Bronzo (XIII secolo a.C.), trasfigurò la fonte in un luogo sacro, frequentato da regioni circostanti.
L’architettura è formata da conci di pietra di altezza e spessore uniformi, nota come tecnica isodoma. Il tetto si conserva solo in parte: il suo assetto di oggi è esito di un intervento di consolidamento che assicura la stabilità della struttura e rende leggibile l'originaria tecnica costruttiva.
La frequentazione della fonte sacra raggiunse il suo apice durante la prima Età del Ferro, testimoniata dal deposito di numerose offerte votive: venti spade collocate sul tetto, pugnaletti, monili, decine di spilloni, anelli, braccialetti, bottoni ed elementi di collana in ambra. Reperti che non documentano soltanto le pratiche sacrali di Su Tempiesu, ma anche la ricchezza degli scambi commerciali e culturali con la prima civiltà etrusca lungo la costa tirrenica.
Sul finire della prima Età del Ferro, un'ultima di una serie di frane vinse le difese del tempio, seppellendolo, e sancendone l'abbandono.
